giovedì 8 maggio 2014

Mazen el Sayyed A.K.A. El Rass الرأس A.K.A مازن السيد


 
                                         


I was born in Tripoli-Lebanon, started writing poetry in litterary arabic when i was 11, and started rhyming in spoken lebanese dialect in 1999, when i was 15. At that time we were a group of 3 mc's going under the name of "Mlouk el Mic" (kings of the mic). We recorded an album that was shared for free, and we did some concerts in our hometown. There were no ngo's then, and no one cared about giving us any support except our friends and the young ppl who were liking what we were doing.
Unfortunately, i had to leave to france after two years, when i was 17, to study math finance and economics. Studies were hard, money was rare, and exile was tough, but music and poetry never left me, i kept on rhyming with some underground french mc's like Medline and Moebius, and i developped new musical capacities, on percussions, classical arabic singing and baglama (turkish buzuk).
After finishing my studies and working for almost 2 years in the hell of banking and market finance, i decided to come back to lebanon. I spent a year just re-discovering beirut and making/learning music. After that year i got a job as a journalist in the newspaper Assafir. 3 years with at Assafir in arab and international affairs, covered the arab revolutions. Left Assafir after a lot of divergences, participated in creating Almodon as the head of arab and international affairs department, between September 2012 and july 2013 when I left for deontological reasons.
After the first album “Kachf el Mahjoub” with the talented music maker Jawad Nawfal aka Munma released in February 2012 , and the success it had regionally from tunis to Syria Palestine Egypt Jordan and the gulf countries, the second album with Munma “Adam, Darwin and the penguin” will be released in the coming 2 months, alongside many other projects on the arab scale that will be announced in due time.


My Arabic identity is a digital bedouinism, with roots as deep as my branches are reaching for the sky.
No nationalism, no nostalgia, only passion for creating our new identity.
this is how i understand our revolution, and this is how i am it.

My musical instruments are my words, my baglama, my voice, my flow, my digital armada and the constructive ears of humanity.

Love to all. Truth to the seekers.

(Source : Facebook & Soundcloud)



                 



المعلقات هي من أشهر ما كتب العرب في الشعر وسميت معلقات. وقد قيل لها معلقات لأنها مثل العقود النفيسة تعلق بالأذهان. ويقال أن هذه القصائد كانت تكتب بماء الذهب وتعلق على استار الكعبة قبل مجيء الإسلام، وتعتبر هذه القصائد أروع وأنفس ما قيل في الشعر العربي القديم لذلك اهتم الناس بها ودونوها وكتبوا شروحا لها.
عندما انتشرت ثقافة الhip hop بين العرب، رأيت أن الكثير يتعاطى مع هذه الثقافة من دون اخذ خصوصيات اللغة والثقافة العربية بعين النظر. واحاول من خلال ما أنتج أن أكون على مستوى هذه المعادلة، لا أريد أن تسمى أغانيّ هي التي تعبّر عن واقعي بشكل لا يعبر عنه أي نوع آخر من الموسيقى، لا أريد أن تطلق عليها تسمية أجنبية، لأن العربية لغة حروف ودقّة والأسلوب الموسيقي هذا هو أيضا يضع اللغة في موقع مركزي.

لذلك ولأن ما أقوم به هو إلى حد كبير، "تعليق" على ما أراه من حولي من واقع سياسي واجتماعي وفكري وعاطفي وإنساني بشكل عام، ولأن المعلقات تعتبر مرجعا للشعر العربي، ارتأيت أن أسمي ما أطرحه من موسيقى: تعليق.

لست نفسي كي أكون
أنا طائر النار المسافر نحو أسرار التراب
أستعيض عن النعاس باحتمالات العتاب
لأعود واعود وأعود
حتى أعلق النجوم بالعيون
صدقوني أنا لست نفسي كي أكون

عروبتي بداوة الكترونية عمق جذورها بامتداد أغصانها
فلا عصبية، ولا حنين إلى الماضي، بل شغف في صناعة الهوية الجديدة
هكذا أقرأ الثورة وهكذا أكونها

الحبّ للكلّ، والحق لمن يريده



                    








In questo nuovo secolo dominato da turbolenze politiche e “crisi” economiche sembra quasi impossibile che un individuo con un ottima carriera in campo finanziario decida di mollare tutto per dedicarsi alla musica rap. Sembra impossibile, ma questo è ciò che è successo a Mazen al Sayyed in arte El Rass.

In realtà, guardandolo bene , un po' l'aspetto del bancario ce l'ha. Magro, calvizie incipiente , barba e occhiali neri , ma quando stringe tra le mani un microfono gli ascoltatori vengono travolti dai suoi fraseggi provocatori e dalla complessità dei suoi testi profondi .

Nato a Tripoli , seconda città libanese per importanza, nel 1984 da una famiglia della media borghesia , frequenta le scuole superiori presso un liceo francese. Suo padre , un ingegnere di sinistra , nazionalista arabo , era assente per la maggior parte del tempo , in fuga dalle forze di occupazione siriane .

Appassionato di poesia Mazen si cimenta con la scrittura, adottando l'arabo letterario, all'età di 11 anni . Nel 1999 , all'età di 15 anni , comincia a comporre poesie in rima servendosi del dialetto regionale libanese . La scoperta della musica rap avvienegrazie ad un insegnante che gli fà dono di una cassetta contenente brani di alcuni rappers francesi di origine araba . Utilizzando le sue prime composizioni, per lo più dedicate alla causa palestinese , da vita con un paio di amici ad un gruppo Hip Hop chiamato “ Muluk el Mic” ( I re del microfono) . Sostenuto esclusivamente da amici, il gruppo registra un album condiviso gratuitamente in rete e tiene alcuni concerti in ambito cittadino.

Nel 2001, in seguito alle insistenze familiari , Mazen lascia il Libano e si reca a Parigi per completare gli studi universitari . Sono anni duri questi, il denaro è poco e la sensazione di essere in esilio è sempre più forte. Anche in Francia trova il modo di continuare a seguire le sue passioni musicali , approfondisce lo studio dei Maqam (le scale della musica araba), delle percussioni , del jazz e della musica elettronica . Una volta laureato , in economia e finanza matematica, comincia il suo percorso lavorativo presso un prestigioso istituto bancario francese.

Odia questo tipo di impiego e le regole del sistema gli stanno strette. Nel 2008 avviene la svolta, dopo aver trascorso quasi due anni in quello che definisce “l'inferno delle banche ", abbandona tutto e decide di ritornare in Libano per seguire le sue vere aspirazioni. Per circa un anno scrive ed ascolta musica, girovagando per Beirut e riscoprendo la città ,quindi trova lavoro come giornalista presso il quotidiano “Assafir” occupandosi delle notizie relative alla rivoluzioni arabe. Lascia questo impiego dopo tre anni per divergenze politiche e partecipa alla fondazione del web magazine “Almodon” . Collabora con questa testata fino al Luglio del 2013 ,mese in cui decide di lasciare per ragioni deontologiche .

Mentre il giorno lavora come giornalista la sera , adottando il nome d'arte El Rass, Mazen veste i panni del rapper e propone ai suoi ascoltatori testi intelligenti e profondi, carichi di contenuti politici e sociali.
 

Inserito perfettamente nella scena dell'Hip Hop arabo a El Rass viene riconosciuta una certa unicità. Infatti si distingue nettamente dai tanti spara rime che popolano la scena musicale .

Il suo stile nasce dalla fusione dell'arabo classico ( un idioma raramente impiegato nella musica rap) con giochi di parole di carattere tipicamente regionale ( non solo Libanesi). Capace di valorizzare ogni sfumatura linguistica e dotato di una vena lirica di grande impatto , El Rass ha dato vita ad una vera e propria nuova scuola per quanto riguarda il rap arabo.


"Ho scelto di chiamare la mia musica Ta'lik. E ' una parola che in arabo significa "commento" , si collega al termine  Mu'allakat  ,derivante dalla stessa radice semantica, che indica il corpus della poesia pre islamica “. Afferma poi : “ dal mio punto di vista esiste una sorta di continuum linguistico tra le rime prodotte dagli MC's arabi e il versetto coranico. In fondo la letteratura araba è nata dalla poesia prima che dalla prosa.”

Enfatico performer e poeta molto arrabbiato , El Rass confeziona i suoi versi servendosi di materiale antico e contemporaneo muovendosi, a livello contenutistico, tra lo spirituale e il mondano . 

Le sue bordate linguistiche possono concentrarsi su obiettivi molto diversi: i Fratelli musulmani , gli islamisti radicali , l'Iran, la Turchia , i regimi arabi , gli Stati Uniti e l'Occidente, le ingiustizie sociali e i costumi libanesi . Dalle sue composizioni, disponendo di un ottimo bagaglio culturale e di una mente brillante, nascono figure particolari quali " l'attentatore suicida ottimista" o " il ribelle critico verso la ribellione . "

El Rass opera un analisi attenta della società che lo circonda senza rinchiudersi nel ghetto di un ideologia ,mantenendo lo sguardo vigile e la mente aperta. Queste caratteristiche hanno fatto di lui un punto di riferimento per il cambiamento in una società che ha sempre dimostrato forti resistenze verso qualsiasi tipo di mutamento. Attraverso le sua canzoni invita i fratelli arabi a sviluppare il pensiero critico , svincolandosi dalle briglie rappresentate da condizionamenti politici , sociali e religiosi.

“La mia intenzione è de-costruire la retorica di entrambi le parti della politica libanese per dimostrare che , nella loro essenza, sono esattamente uguali. Le loro pratiche sono esattamente le stesse . Ciò che cambia è solo l'aspetto .

Il solo modo per fermare questo stato di cose è quello di rendere le persone consapevoli , liberarle da questo schema e dire: Guardate ! Siete stati manipolati . Posso dimostrarvi che quello che avete davanti è in realtà un mostro con due teste . Solo uccidendo il mostro potrete liberarvi da questa illusione .”

Riferendosi alla stagione delle rivoluzioni arabe, che lui preferisce definire “ sconvolgimenti regionali” , dice : "La nostra generazione ha iniziato ad organizzarsi in modo indipendente , mentre la generazione precedente è stata trainata dalla paura . Non nutro nessun sentimento nazionalista e nessuna nostalgia , credo solo nella passione che ci permetterà di creare la nostra nuova identità. Ho capito che è questa la nostra vera rivoluzione.”

Se parte della società araba considera la creazione di questa nuova identità come un attacco esiziale alle tradizioni, El Rass interviene per dimostrare la complessità ed il valore delle sue idee : “ Io non credo nei conflitti . Il conflitto non è mai un buon modo per far passare un messaggio o per creare interazioni. A volte è necessario servirsi di strumenti aggressivi e provocatori , i miei brani lo sono a volte, ma bisogna sempre mantenere un atteggiamento collaborativo , una finestra aperta al dialogo” . Riferendosi ad alcune accuse ricevute circa un suo presunto anti-islamismo dice : “Ultimamente è molto in voga la questione dell'Islam . Il tutto si riduce ad un accettazione acritica dei presunti precetti islamici o ad un completo rifiuto dell'intero pacchetto religioso. La vera questione è che, se vogliamo essere onesti con noi stessi , è assurdo pensare di eliminare la componente islamica dalla nostra cultura per sostituirla con la laicità e il pensiero materialista. In qualsiasi luogo in cui ciò è stato fatto si è assistito ad un fallimento, sia sociale che economico. Allora perché dovremmo seguire un modello che si è dimostrato fallimentare?

Io dico alla gente di smettere di pensare che le uniche scelte in campo siano costituite da modelli già esistenti . È possibile creare le proprie scelte. Viviamo un momento storico che ci dà la possibilità di innovare per creare nuovi modelli, inclusa una nuova visione dell'Islam.” Proseguendo il suo pensiero afferrma : “ Credo ci si debba liberare della visione dell' Islam come religione . Dovrebbe essere considerato solo una filosofia individuale . La Umma (la comunità islamica nella sua totalità) è in realtà un illusione politica , una falsa comunità . Ci sono lotte che nella loro essenza non appartengono ad una sola comunità ma riguardano ogni essere umano . Se vogliamo stabilire frontiere, perché non farlo allora nell'ambito della propria città , del proprio quartiere o della propria famiglia? Non c'è nessuna logica in questo . “

Quello di El Rass è un hip- hop che fa appello ai pensatori , ai giovani rivoluzionari , agli esperti di hip hop arabo, ai giornalisti e forse ironicamente a chi nutre inclinazioni religiose ma , rispetto alle sue intenzioni, non è musica per le masse . La sua critica socio-politica , i suoi giochi di parole e la struttura musicale astratta delle basi dei suoi brani rendono fruibile il prodotto ad un pubblico di arabi eruditi.

La sua pagina presso la piattaforma musicale online Soundcloud , ormai veicolo preferenziale per gran parte del rap, non solo arabo, consta di un gran numero di brani e vanta migliaia di iscritti. Vi si puo trovare la summa dell'El Rass pensiero e ,tra le altre cose, alcuni brani realizzati in collaborazione con altri esponenti del rap arabo.

Nel brano “Mina' Homs” (Il porto di Homs) realizzato con Al Sayyed Darwish, rapper siriano proveniente dalla città di Homs devastata dalla guerra civile , El Rass si chiede se la devastazione sia valsa la pena e propone questo distico agli ascoltatori : “"Quando vedrete il volto di Homs / Imparerete a ribellarvi contro le armi prima di ribellarvi contro un leader. "

In un altro brano intitolato “ Borkan Beirut “ (Il vulcano di Beirut) El Rass immagina un vulcano alla base della città , simbolo di ciò che ribolle al di sotto delle sue strade e recita : “ Ieri ho sognato che Beirut stava annegando sotto la cenere vulcanica. La gente era stata carbonizzata , ma (le luci) dello Sky Bar (un club elegante Beirut ) erano ancora accese (…) Lusso e angoscia /qualità e quantità /Prostituzione e modestia : la scienza della città di Beirut.”


Questo brano fa parte dell'unico album realizzato fino ad ora dal rapper . Il Cd , uscito nel 2012 e intitolato " Kachf el Mahjoub “ ( Svelare il Nascosto) , è frutto di una collaborazione con il musicista sperimentale Jawad Nawfal in arte Munma . Realizzato per l' etichetta discografica indipendente libanese Ruptured , un marchio che ha fatto della rottura dei confini musicali una regola, il lavoro si presenta come un autentica innovazione nel campo dell' hip hop . Il materiale creato da Munma, formato da ritmi spezzati, elaborate percussioni ,stratificati passaggi di Synth ambientale e campioni tratti dalla musica tradizionale , offre un universo sonoro perfettamente calzante alla lirica provocatoria di El Rass.

“ Non dovrebbe esserci nulla che assomigli a questo lavoro. La mia intenzione era realizzare qualcosa di unico . Non posso affermare di esserci riuscito anche se ci spero. Sono abbastanza soddisfatto di quello che ho fatto . E 'sicuramente qualcosa di nuovo . La cosa più importante per me è stata il processo di lavorazione. L'intenzione non era arabizzare lo stile americano o europeo ma usare tutto il mio background per esprimere me stesso , come individuo universale, a livello creativo senza alcun tipo di ripetizione culturale “.
A proposito del titolo dato all'album El Rass spiega : “ Il disco deve il suo nome ad un testo di Ali Hajvery , un maestro sufi vissuto circa 9 secoli fa. Secondo il sufismo i veli rappresentano gli ostacoli che si frappongono tra l'individuo e la realtà. Gli stereotipi culturali, la paura del diverso, le frontiere, sono tutti ostacoli che dovremmo abbattere per poter aspirare ad un futuro migliore. Dobbiamo distruggere queste barriere al fine di incontrare l'altro in modo corretto, in modo amorevole, per poter avere davvero un dialogo”.

Ogni traccia dell'album è un universo a se stante con un suono diverso e un diverso approccio . Molti sono i brani i quali , sia a livello contenutistico che musicale, hanno attirato l'attenzione degli ascoltatori.

Il pezzo “3echq” ( islamologia) esprime il modo in cui l'autore si relaziona con l'Islam . Un rapporto poetico completamente orientato verso l'aspetto etico della disciplina religiosa. Un qualcosa che ha a che fare con il rifiuto dell'ingiustizia e con l'essere fedeli alle proprie idee, senza prestare attenzione al prezzo da pagare.

Il brano " Yoga " presenta invece una contraddizione . Se il nome della traccia evoca un immagine di pace , il suo contenuto per contro è una chiamata totale e completa alla violenza . Si tratta di una delle tante provocazioni di El Rass che nell'introduzione del brano recita l'alfabeto arabo come esempio di disciplina e regola per spiegare che , cosi come la lingua, anche la casualità della violenza ha regole precise. Se si agisce con violenza si avrà una reazione violenta .

“ Se si incoraggia 'odio , allora non si può pretendere nulla in cambio se non l'odio stesso . In questo brano affronto le contraddizioni che esistono tra teoria e pratica. Affrontare le contraddizioni è un modo per fare luce sulla realtà, per trovare una via di mezzo, un terza via . Questo è il concetto che attraversa tutto l'album” .

Riferendosi alle sue aspirazioni El Rass afferma : “ in questo disco ho voluto sintetizzare la cultura alla quale appartengo e della quale vorrei essere una continuazione . Ho sempre pensato di stare creando qualcosa che , tra un secolo, potrebbe essere percepito come la musica tradizionale del presente. La mia visione musicale è costituita infatti da elementi tipicamente orientali e da altre componenti che potremmo definire futuristiche. Credo si debba sempre tenere l'attenzione concentrata sia verso il passo appena fatto sia su quello che si sta per fare”.

Il disco ha assicurato a El Rass un alto grado di visibilità all'interno della scena musicale mediorientale . Molti media si sono occupati di lui e delle sue idee. Uno tra i tanti ad averlo notato è stato il produttore siriano-americano Dub Snakkr , fondatore dell'etichetta discografica Stronghold Sound con sede a San Francisco, che ha voluto inserire alcuni brani del musicista libanese all'interno dell'album “ Khat Thaleth “ , progetto che riunisce le migliori teste pensanti della scena hip hop araba.

Al momento El Rass è impegnato nella realizzazione del secondo album che vede la prosecuzione del suo sodalizio artistico con Munma. L'album dovrebbe essere presentato il 4 maggio del 2014 con il titolo : “Adam, Darwin and the Penguin" . Un brano intitolato “Musiqa al masa'id” è ascoltabile in anteprima presso la pagina Soundcloud dell'artista.

La forza delle parole di El Rass ha travalicato i confini libanesi facendo proseliti in tutta l'area mediorientale. Il suo è un nome ormai ben noto in Tunisia ,Siria , Egitto, Palestina e Giordania. Il messaggio lanciato da questo poeta moderno trascende infatti il localismo e interessa tutte quelle realtà che ,nella regione del levante , hanno lavorato e combattuto per un diverso modo di essere arabi. Sarebbe comunque un errore considerare il suo contributo artistico circoscritto alla scena musicale araba. Infatti , al pari di molti altri suoi colleghi, non solo mediorientali, El Rass stà reinventando le regole musicali del hip hop dando nuova linfa vitale ad un genere che, almeno per quanto riguarda il versante americano ed europeo, sta vivendo anni di decadenza ,sia musicale che contenutistica.

Una frase viene spesso usata da questo musicista per prendere commiato dal proprio pubblico : “ Pace a tutti, verità per chi cerca”.

Sia lode ai cercatori allora se vestono i panni di questo saggio Sufi contemporaneo .



                    



El Rass & Munma الرأس ومونما-تخيل - Kachf el Mahjoub كشف المحجوب   



01. Fout 3a rassi - Enter the head
02. Tkhayal - Conceive 

03. Borkan Beirut
04. Rissala - Sub-litteral
05. 3echq - Islamology
06. Sanadet - Treasury Bonds
07. Nou7 - The Noah

08. Yoga
09. 7issar - Trojan

10. Min Tha2er - Les Justes
11. Majnoun Leila - Mad Is Laila
12. Tkhayal - Conceive (RadioKVM Remix)

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El Rass & Munma . Photos by Tanya Traboulsi

                    

 

 

The work of El Rass

 



01 Al fatiha الفاتحة (Prod. by the Dubsnckr)
02 Anti-schizophrenia

03 Foosh
04 Kafene كافيني 

05 Maktoub (Prod by Hamorabi)
06 Oumat El Zulum
07 al mu'amminuna المؤمنون
08 The beholders of faith- المؤمنون
09 Aghlabiye Samta الأغلبية الصامتة
10 Dar el Falak (Prod. by Boikutt).
11 Fawdaفوضى؟
12 fy hadara al hasin في حضرة الحسين
13 Mulazama al insan متلازمة الإنسان (prod. by sharq assuad )
14 Mithl al mawt مثل الموت
15 El Rass & Munma - Al batriq البطريق
16 El Rass & Munma - Al batriq البطريق (Munma's subconscious remix)
17 El Rass & Munma - Ana Mosh Ana أنا مش أنا
18 El Rass & Munma - bisharafik بشرفك
19 El Rass & Munma - fy qal3a tarabulus في قلعة طرابلس
20 El Rass & Munma - hadra Hurra حضرة حرّة
21 El Rass & Munma - Joudran al ma3ida جدران المعدة
22 El Rass & Munma - nafs نفَس
23 El Rass & Munma - Ummat Al Thulum أمة الظلم
24 El Rass & Al Sayyed Darwish - mina' homs ميناء حمص
25 El Rass & Al Sayyed Darwish - Ya Deeb
26 El Rass & Al Sayyed Darwish & Munma - Tawrat ثورت
27 El Rass & El Far3i -E-stichrak
28 El Rass & El Far3i - Jana Jana
29 El Rass & El Mahdy - Jounoun
30 El Rass & El Mahdy - Lampedusa لامبيدوزا
31 El Rass & El Mahdy - madad ya rabi'a مدد يا رابعة
32 El Rass & Hamorabi - Souret Sourya
33 El Rass & Armada bizerta - Habata tajarthum حبطت تجارتهم
34 El Rass & Hayej - Bouss el Wa7ch بوس الوحش
35 El Rass & Nadah El Shazly- Athar Nawa أثر نواة
36 El Rass & Checkpoint 303 - Yoga al 7awajez يوغا الحواجز (Recorded Live in Beirut)
37 El Rass & Munma - musiqa al masa3id موسيقى المصاعد


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                     The Volcano of Beirut بركان بيروت

 
Yesterday I dreamt Beirut was drowning under volcanic ash
The people were turned to charcoal but Sky Bar [a posh Beirut club] was still lit up.
Beirut suppressed the seed of the revolution, the one that sprouted
When our spirits were foiled from immobility
In us Beirut moved.
On the blood of our destruction, and the negation of our freedom of choice
The houses of Beirut are rebuilt
We got drunk on the dryness of our tears, our eyelids closed on them and fermented
If you stop flying your destiny on land is distress
If you stop breaking, you become part of the decoration
I discuss, I maneuver, ultimately I confront the crown
I perform ablutions, I pray, I receive the moaning of the needy
The meditation of knowledge strips work from hope
My choice is on low fire, melting the nails, and clean thoughts are ripening.
They built, they destroyed, they honked, they complained
Your god made him patient, tested him and trained him
Their minds: ruined, westernized, chased off
They accepted art pissed on back alleys
As long as there is no doubt in the streets
This is no capital of culture, it’s a wrestling ring
Beirut can’t speak of itself in the past nor conjugate itself in the present.
Transitions and transformations made the closed mind think he owns the city
His neck is long like a stork, his fingers long like a politician’s
He thinks himself the first who discovered this peninsula
He lets the poor rent apartments at prices studied
To crush ambitions
They stole the land from my cousins
And the war became a backward-looking investment
Under the slogan of reconstruction
If his time wasn’t up and his contract finished
Hariri didn’t have to fly and it wouldn’t have become the Hariri airport
Lebanon’s capital keeps balance between two shrines
And on both assassinations, there is a question mark
One sanctifies death but for a reason
And one sanctifies life with lies
In one’s hand gold turned into poison
And the other hid from gold with blood
Who is the martyr?
The one who died under the shoes of the oppressed’s uprising is a martyr?
The one whose death was transformed into an ad campaign for sectarian enlistment?
Bombs came in the mail,
Swords to the jugular: true stories
Death to the cold is statuette
Patience to the stubborn is a dream
Divinity to the martyr is oppression
The mixture of steel and blood, the cure and poison
Luxury and distress, quality and quantity
Prostitution and modesty:
The science of the city of Beirut 

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مبارح شفت بلمنام بيروت عمتغرق تحت رماد بركان

فحموا الناس بس ال"سكاي بار" كان بعده ولعان

بيروت ثبتت حبة الثورة اللي فينا نبتت

لما أحبطت نفوسنا من الجمود

فينا بيروت تحركت

عدمّ دمارنا وعدم حرية خيارنا

بيوت بيروت تعمّرت

سكرنا عجفاف دموعنا جفوننا عليها تسكرت فتخمرت

إذا بطلت تطير قدرك علأرض مقهور

إذا وقفت تكسير بتصير جزء من الديكور

بحاور بناور بالآخر بواجه التاج

بتوضى بصلي بتوصلني أصوات أنّات المحتاج

تأمل العلم بعرّي العمل من العمل

خياري عنار خفيفة دوب المسمار وتستوي الأفكار النظيفة

عمّروا دمروا زمروا تذمروا

ربك صبره دربه جربه

عقلن خربوا غربوا هربوا

وقبلوا بالفن عحيط الشارع

عشرط ما يكون في شك بشارع

هيدي مش عاصمة ثقافة هيدي حلبة المصارع

بيروت لا تعرف في الماضي ولا تعرب بالمضارع

تحول التركيبة خلى العقل الجامد فكّر حاله مالك المدينة

رقبته طويلة متل مالك الحزين وايده لوزيري

اعتبر نفسه أول مين اكتشف هلجزيرة

بأجر الفقير شقق بأسعار مدروسة

بشكل تضل طموحاته ممعوسة

نهبوا الأرض من ربعي وصارت الحرب شركة استثمار بمفعول رجعي

تحت شعار إعادة الإعمار

لو ما كان خلص دوره وانتهى عقد الايجار

كان الحريري ما طار وما صار مطار الحريري

عاصمة لبنان بتوازن بين ضريحين

واتنيناتن عاغتيالن في علامة استفهام

واحد قدّس الموت بس لسبب

واحد قدّس الحياة بس بالكذب

واحد بايدو تحّول الدهب سمّ

وواحد تخبّى من الدهب بالدم

مين الشهيد؟

اللي مات تحت صبابيط ثورة عبيد شهيد؟

اللي مات فتحول على حملة اعلانات هدفها ترفع الطايفة معدلات التجنيد؟

قنابل بالبريد وصل

سيوف علوريد حصل

الموت للبليد صنم

الصبر للعنيد حلم

تأليه الشهيد ظلم

خليط الحديد والدم، العلاج والسم،

الرفاه والهم، النوعية والكم

الدعارة وورقة التوت

بمدينة بيروت علم


 
 

Lyrics courtesy of Rayya El Zain, Nizar Ghanem, & Shadia Mansour in Shahadat's Winter 2012 issue (16 professionally translated Arabic rap songs with English and Arabic side-by-side).

domenica 4 maggio 2014

Macadi Nahhas مكادي نحاس – Nour نور NEW ALBUM 2014 !!




01 Taaban (تعبان (03:52
02 Khilis il Haki (خلص الحكي (03:35
03 Nashidon ma (نشيدٌ ما (05:06
04 Intal Hala (إنت الحلا (02:57
05 Ta’a Nis’har (تعا نسهر (03:40
06 Tiji Nsafer (تجي نسافر (03:06
07 Hamam il Dar (حمام الدار (04:35
08 Khadra (خضرا (07:39


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sabato 3 maggio 2014

Liliane Chlela AKA Queen Lil






Born in 1986, Liliane Chlela  AKA  Queen Lil is a graphic design and multidisciplinary artist living and working in Beirut.

Both as a composer and a live musician, Chlela fabricates a distinctive sound assembled from experimental hardware techniques and composition tools, unleashing a stream of layers that emanates from a set of instruments and hardware gears. Invested in exploring the connections between improvised music, image, and movement, Chlela also produces music for short films and contemporary dance.

Co-founder of Hezbel Taleta ( a project that started out as a collective experimental jam united every tuesday with musicians each coming from a different musical background) , Chlela has had many collaborations with several artists in various fields (music, fashion, visual art...)

Among his most successful projects are his debut EP titled "Lullaby for Monsters" , Infinite moment of composure ,a collaboration with Jawad Nawfal A.K.A. Munma that gave birth to album "Turbulence" e the collaboration with Osman Arab, Lebanese experimental musician, for the realization of the project  " Black Snake Ritual " . Her latest collective, the DnB project with Fouad Afra and Bashar Farran, is a concept consisting of a rare combination of electro-acoustic drum'n bass improvisation.



(Source : http://www.lilianechlela.com & http://www.beirut.com)


                 





                                   


Liliane Chlela aka Queen Lil est une artiste multidisciplinaire (graphiste, dj et musicienne) reconnue de la scène beyrouthine. Compositrice avant tout, elle développe un univers singulier associant improvisations, rythmiques et mélodies. Grâce à l’utilisation conjointe d’un dispositif électronique et d’instruments, elle compose une musique d’une grande diversité : parfois complètement déstructurée, la trame sonore peut être douce et rassurante, mais peut aussi se révéler particulièrement angoissante.
Ces derniers temps, c’est autour du projet Hezbel Taleta que le public beyrouthin a eu l’occasion de la redécouvrir. Accompagnée de Julien Younes à la guitare, Gérard Rechdan à la batterie et Vic Bajac à la basse, Liliane Chlela est un membre actif de cette nouvelle formation musicale née en 2010. La constitution du groupe a été amorcée par des rendez-vous jams réguliers dans un garage chaque mardi ("taleta"). Basée sur l’improvisation et l’expérimentation, leur musique trouve rapidement son public notamment à l’EM Chill de Beyrouth et au Festival Maraya de Hamra. Comme le précise Liliane, il est difficile de qualifier la musique de Hezbel Taleta qui compose des morceaux toujours singuliers, fruits d’influences multiples.
Si l’idée d’enregistrer un album live a fait son chemin, chaque membre garde ses propres projets personnels. Malgré cela, le jam du « Taleta » restera ! Et comme pour enrichir un peu plus leur palette, le groupe concocte actuellement une nouvelle "expérience audiovisuelle".


( Source : http://libalel.wordpress.com )





  






Nata nel 1986, Liliane Chlela AKA Queen Lil è un artista multidisciplinare ( graphic designer , musicista e dj ) che vive e lavora a Beirut. Il suo approccio alla musica è di natura decisamente avanguardistica.

Servendosi di strumenti elettronici e tecniche hardware sperimentali sviluppa un universo sonoro singolare che unisce improvvisazione , ritmo e melodie . L'uso eclettico che fa degli strumenti a sua disposizione le consente di spaziare dall'ambient allo sperimentalismo puro , in un esplorazione che mette in relazione la musica improvvisata , l' immagine e il movimento. Questa sua versatilità le ha permesso di collaborare con diversi artisti in vari campi (musica , moda , arti visive ). Tra i suoi progetti di maggior successo vi sono il suo EP di debutto intitolato " Lullaby for Monsters "realizzato nel 2012 , 
Infinite Moment Of Composure , una collaborazione con Jawad Nawfal AKA Munma che ha dato vita all'album " Turbulence " sempre nel 2012 e la collaborazione con Osman Arabi , musicista sperimentale libanese , nella realizzazione del progetto “Black Snake Ritual” .

E' ( tra le altre cose) co -fondatrice di due progetti musicali molto interessanti che hanno riscosso consensi presso l'audience libanese.

Il primo prende il nome di Hezbel Taleta . Un progetto iniziato nel 2010 come jam collettiva sperimentale che riunisce musicisti provenienti da esperienze musicali diverse. Gli incontri del gruppo vengono tenuti regolarmente ogni martedi sera (di qui il nome Taleta ).
La musica da loro prodotta è difficile da descrivere, si tratta per lo più di lunghe composizioni basate su improvvisazione e sperimentazione. Fanno parte del progetto ,oltre alla stessa Lilane, Julien Younes alla chitarra, Gerard Rechdan alla batteria e Vic Bajac al basso.


Il secondo progetto di cui Liliane Chela è colonna portante si chiama D'nB Project e consiste in una rara combinazione di drum'n bass e improvvisazione elettro-acustica che non disdegna incursioni in altri generi musicali quali reggae , jungle , hardcore e dub . Creato nel 2011, rappresenta uno dei progetti musicali più originali nati in Libano.

Ad affiancare Liliane e le sue sperimetazioni elettroniche vi sono Bashar Farran al basso e Fouad Afra alla batteria. Attualmente il D'nB Project offre uno dei migliori concerti al quale si possa assistere sul suolo libanese. 


 


The work of Liliane Chlela




01 Spleen Cubicle

02 Altruiste Anonyme
03 Session april 8
04 Strayed Transcript (pt1)
05 Strayed Transcript (pt2)
06 Bypass turmoil
07 The explicit hum
08 Apathetic Chronology
09 Hibernian peninsula
10 Last swim fight
11 Visual soundscapes pt1 live at World Press Photo
12 Ode to cello(low)

HERE





 

Liliane Chlela aka Queen Lil



 

01 Berliner

02 Connotation
03 Fck planet
04 Iscream
05 Bring it on demo (live)
06 U=RI
07 I sold my soul to federal banks(demo)
08 Knitting bombs LIVE (demo)
09 Upside down LIVE (demo)

 

HERE






Liliane Chlela - Lullaby for monsters




01 Montagssonne

02 Nowhere near empathy
03 Latent heat (rework)
04 Monsters begone
05 The forlorn
06 Nowhere near empathy (RadioKVM remix)
07 Monsters begone (munma remix)


HERE




Infinite Moment Of Composure  (Liliane Chlela & Munma)  - Turbulence




01 Flaw
02 Dissolution
03 Mysanthrope
04 Infiltration
05 Inconvenience
06 Dissolution (RadioKvm remix)
07 Flaw (reprise)
08 Inconvenience (RadioKvm remix)
09 Infiltration (C-drík remix)
10 Latent Heat

HERE







Hezbel Taleta & The DnB Project






01 The DnB Project -Unliterary Deserter(demo)
02 The DnB Project Demo
03 The DnB Project Live At Yukunkun
04 The DnB project live and improvised session at Dany's
05 The DnB Project live at metro al madina
06 Hezbel Taleta live at Hamra Street
07 Hezbel Taleta live session 2

08 Hezbel taleta live session 3


Hezbel Taleta's  members :
 
Julien Younes : Guitars
Bashar Farran : Bass
Liliane Chlela : Electronics / Guitars
Gerard Rechdan : Drums


The DnB Project's  members :

Fouad Afra : drums
Liliane Chlela : electronics
Bashar Farran : bass


HERE 





venerdì 2 maggio 2014

Fareeq al atrash فريق الأطرش - 'Al Mawjeh el Tarsha عالموجة الطرشة NEW ALBUM !!




 


In 2010 the band  Fareeq al  Atrash produced his first official album and made the world aware of the funk / rap declined in Arabic. Now, four years later, the Lebanese band proposes his new album entitled: "''Al Mawjeh el Tarsha."


Nel 2010 il gruppo denominato Fareeq al atrash produsse il suo primo album ufficiale e fece conoscere al mondo il funk/rap  declinato in chiave araba. Ora,  4 anni di distanza, la band libanese propone il suo nuovo lavoro intitolato :"  'Al Mawjeh el Tarsha".


Fareeq al atrash فريق الأطرش - 'Al Mawjeh el Tarsha عالموجة الطرشة





01 Intro
02 Sot El Sha'b
03 Min El Shere' Bjawhara

04 Minnak Sheress
05 Awwal Ma Sheftaa
06 Sanye Lahza
07 Gaza
08 Bohayret Jaleed
09 Baladi 

10 El Wade' Gheir
11 'Adet Weskha

HERE


domenica 27 aprile 2014

Osloob اسلوب - Fasl ف/صل










Osloob, from the Palestinian rap group Katibe 5, has brought together rap artists from all corners of the Arab world to create the groundbreaking Fasl (Separation).

From across the Arab world, the album has gathered together rap singers, musicians, poets, and vocalists in a piece of work that “breaks geographical boundaries” and unites the shared and individual thoughts, frustrations, and dreams of young Arabs.

The album was released on YouTube and Facebook so as to make it easily accessible and to circumvent the commerciality of the music industry.

The album was produced and composed by “Osloob” (Amr), one of the members of Katibe 5, who first entered the rap arena 14 years ago.

He is now expanding his work to collaborate with singers and musicians in various regions of Palestine, Jordan, Lebanon, and Syria.

In an underground studio close to the Burj al-Barajne refugee camp, Amr sits amid posters of Che Guevara, Bob Marley, Abu Ammar, and Dalal Mughrabi and her comrades.
There, he spent six months recording the initial layer of the rap album. He then sent the music that he composed to the artists, and they in turn recorded their own words over the music.

The album turned out to be one continuous track, where each participating artist raps their contribution to the album. The lyrics and style vary according to the particular concerns of each artist.

“Our ability to communicate with one another is legendary,” says Amr, who sees the album as a force that breaks down boundaries and borders.

He adds that a “Jerusalemite” (Fadi Taweel) from the band Ijtiyah played a major role in bringing the various artists together by communicating with rappers in Gaza, Ramallah, Amman, and Irbid.

“A rapper has something that he needs to say or a story that he wants to tell. It is not merely singing,” Amr insists.

He notes that the Arab region is witnessing serious and mature attempts at rap “that are not just using simplistic rhymes and do not use empty phrases or words in order to fill gaps.”

He believes that the revolutions and protests that some Arab countries are witnessing have inspired many rappers and have given rise to a new generation of artists. He adds, “however, the Arab world is still slow to absorb rap.”

A few Arab rappers have succeeded in bringing this genre closer to the people and Arabizing it through their mastery of the language, which is not an easy task.

It is just as hard, he notes, to introduce the sounds of local instruments in order to add a flavor of the region to the music.

Successful and honest attempts in Arabic rap have emerged from the heart of deprived neighborhoods in various parts of the Arab world. These are neighborhoods that resemble those where rap emerged in the US, and later in Europe.

In Fasl, Katibe 5’s Shahed Ayan opens with: “You commit a crime called struggle, your name is placed on an assassination list/guilty of resisting occupation, guilty of bearing arms, of waging a battle of existence, guilty of existence.”

He is then followed by one rapper after the other, each one presenting the story of their neighborhood, homeland, and other concerns.

The participants are: Turabiya (Rasasa and Kaz – Jordan), Ijtiyah (Maqdisi and Watan – Jerusalem), Katibe 5 (Shahed Ayan, Abdel Jabbar, and Osloob – Beirut), and I-Voice (Palestine), in addition to Rami Jabine (Ramallah), Khaled Marara and Mohammad Antar (Gaza), Edward (from Fareeq al-Atrash – Beirut), Rayess Bek (Beirut), and Sati (Jordan).

The large number of rap artists participating in Fasl bring out a wide range of concerns from every region of the Arab world. But the rappers featured unanimously agree on one central issue – the Palestinian cause.

(Source: http://english.al-akhbar.com)



 

تبدأ أسطوانة "أسلوب" الجديدة (ف/صل) بتصريح جريء. بعد مجرد ثوان من بدايتها، نسمع صوت فتاة صغيرة تعلن إعجابها قائلة: ‪'‬يا له من أسلوب رائع!‪.'‬ هذا تصريح من العيار الثقيل يتعرض له المستمع قبل أن يتبين له خير الاسطوانة من شرّها. ولا بد أن بداية كهذه كفيلة بوضع الكثيرين في وضع دفاعي، سرعان ما ينقلب هجومياً. ولكن أسلوب يسقط هذا التصريح بثقة وخفة ظل كفيلة بأن تجعل أنكد المستمعين وأعتاهم من أصحاب المنافس المحمضة حملا وديعاً مسالماً، لا بل سيجد نفسه موافقاً على حكم الطفلة، ذلك أن رأسه يهتز مع الإيقاع قبل أن تسنح له الفرصة بتكوين رأي.

هذه الثقة يبررها "أسلوب" مرّات عدة خلال الأسطوانة. سواءً كان الموضوع من ناحية جودة الإيقاعات نفسها، أو الرؤية المتكاملة للأسطوانة. "أسلوب" ينجح باستيعاب كل المتعاونين معه ضمن إطار رؤيته للعمل، وإن كان يبدو أن الأولويّة في الأسطوانة هي للإيقاع. يذكّرنا أسلوب هنا بـ RZA المنتج والعقل المدبّر الذي يعود له الفضل في صعود فريق Wu Tang Clan. "رزا" تمكّن من جمع هذا الفريق ذو المواهب الفذة والشخصيات الصعبة (أمثال أول ديرتي باسترد وميثود مان) وإبقائهم على نسق واحد ورؤية واحدة لسنوات خمسة، غيّروا فيها مشهد الراب الأمريكي إلى الأبد. وكما هو RZA في فريق الووتانج، نجد أن‫ أسلوب يبني بنجاح اسطوانة تنسجم فيها بسلاسة العديد من المواهب. موضوع الأسطوانة ظاهريّاً يبقى هو أسلوب أسلوب، مما يمكن الأسطوانة من حمل ثيمات أعمق من دون إجهاد ومن دون أن تحاضر على المستمع، كما نجد في الكثير من أسطوانات الراب الأخرى. في أحد "الفصول"، كما تسمّى أجزاء هذه الأسطوانة، نسمع التالي: "آسف، كنت فقط أنوي التعرف على أسلوبك". يستخدم أسلوب هذه وغيرها من عيّنات ذات صلة بثيمة الأسطوانة تفاجئ المستمع وتضفي جانباً مرحاً على عمل يعالج مواضيع جادّة.

في الفصل 11، نجد أسلوب ومقدسي يتلاعبان بالكلمة والإيقاع بحنكة. يبدأ الفصل بمقطع راب يبدو عشوائيّاً حتى يدخل إيقاع أسلوب، ونكتشف أن الجمل في الواقع منظومة وإيقاعها مضبوط. تبيّن هذه الأغنية ارتباط الراب وعلاقته بالإيقاع، على عكس الشّعر الذي يعتمد على إيقاعه الداخلي. في نهاية العمل يتعاون أسلوب مع عازفة الناي نيسم جلال ليخلقا فصلاً ‪ من أفضل ما هو على الأسطوانة. هو لحن يبدو مألوفاً، ولكن الثنائي يعالجه هنا ببراعة، خالقاً منه ما هو أصلي وجديد

أسلوب قبض على شيء ثمين: وهو توظيفه للمخزون الثقافي من أغانٍ شعبيّة وبرامج تلفزيون وقصائد - ولقد رأينا تطبيقات ناجحة سابقة على هذا - وإعادة معالجتها بحيث تصبح جديدة وأصلية. بنى أسلوب أسطوانة كاملة وموحّدة من هذا المخزون الثقافي الذي تغوص تراكماته عميقاً في نفس المستمع،‪ ‬تذكرنا بما كان دارجاً في الثمانينيّات وأوائل التسعينيّات من الخطاب السياسي في وسائل الإعلام ومناهج التدريس قبل أوسلو. في هذه العيّنات، يغطي أسلوب مساحات شاسعة، فهو ينتقل من أم كلثوم في البداية إلى فيلم المخدوعون ثم أليس كولترين ومنها إلى مسلسات كرتونيّة مثل ساسوكي وصقور الأرض والرحّالة الصغير، ثم يعود إلى الشّعر العربي المعاصر وجيل إيفانز.

الألحان في هذا العمل تشد المستمع وتعيده إلى الأسطوانة مرات عديدة، ولكن القليل من الكلمات تعلق بالذاكرة. هل هذا نتيجة معترك الشكل والمعنى في الراب (كما في أي فن آخر)؟ إذا اعتبرنا - بتبسيط - أن الشكل يكون في الإيقاع، والمعنى يقع في الكلمة، يمكن أن نقول هذا. ولكن الثنائيّة هنا أعقد. الشكل ليس محصوراً في الإيقاع، كما المعنى لا يكون محصوراً في الكلمة. الشكل والمعنى لا يفترقان ويقع أحدهما في الآخر. من الممكن أن قدرة أسلوب على تأليف هذه الأسطوانة المتناسقة، رغم هذا العدد الكبير من المتعاونين، كان على حساب السطر الشعري في ف/صل بما يحمله من شكل ومعنى، وصبّ في جودة الإيقاع شكلاً ومعنى.

التجديد الثقافي والتغيير لا يأتيان من الخارج، ولا يأتيان من نسخ أشكال غربيّة عالميّة. أسلوب ورفاقه في كتيبة 5 يفهمون هذا جيداً. التجديد يأتي من الغوص في تراكمات الثقافة نفسها والبناء عليها، وإن كان هذا تحت تأثير أعمال عالميّة، ولكنّه لا ينسلخ أبداً عن محيطه ولا يتمايز عنه. لا بل يحتضنه ويتعمّق به، وبالتالي يكون أصليّاً ونزيهاً. في ف/صل، ينجح أسلوب بأن يمنحنا 23 دقيقة متواصلة من ألحان بنيت من الثقافة العالميّة وأشلاء ذاكرتنا الجماعيّة.


(Source: http://www.ma3azef.com)







 

 Osloob : Una separazione che riunisce




Tra la fine de 2011 e l'inizio  del 2012  , Osloob , produtore del gruppo   Katibe 5 , ha riunito  cantanti rap , musicisti e poeti   da tutti gli angoli del mondo arabo per dare vita ad un progetto  che , per usare  parole sue : " rompe i confini geografici " e unisce i pensieri comuni e individuali , le frustrazioni , i sogni dei giovani arabi . L'idea si è concretizzata in un album intitolato "Fasl", Separazione. Al fine di rendere facilmente fruibile il progetto e con il chiaro intento di aggirare le logiche commerciali dell'industria musicale , l'album è stato reso disponibile in rete tramite il canale Youtube e la piattaforma musicale Soundcloud.
 

Prodotto, pensato e composto interamente da Osloob In uno studio Underground nei pressi   di Bourj el-Barajneh (il campo profughi palestinese situato nei sobborghi di Beirut), il progetto ha richiesto sei mesi di duro lavoro. Una volta realizzate, le tracce audio sono state inviate ai cantanti prescelti che hanno sovrainciso le parti vocali.

L'album si presenta come una traccia continua della durata di circa 23 minuti nella quale  ogni artista partecipante rappa il suo  contributo . Stile ed intonazione variano a seconda  delle particolari preoccupazioni di ogni artista ."La nostra capacità di comunicare l'uno con l'altro è leggendaria ", dice Osloob , che vede l'album come una forza  capace di abbattere confini e frontiere .
" Ogni  rapper ha qualcosa che sente il bisogno di dire o una storia che vuole raccontare.Questo è un fatto che non può essere definto semplicemente  cantare . La regione araba sta assistendo a tentativi seri e maturi di realizzare musica  rap . Non vengono utilizzate frasi vuote o rime semplicistiche per colmare le lacune".

Pur ritenendo che gli sconvolgimenti politici dell'intera regione hanno ispirato molti rapper dando vita ad una nuova generazione di artisti, Osloob  considera  il mondo arabo ancora molto lento nell'assorbire la musica hip hop.
"Pochi rapper arabi sono riusciti a portare questo genere  vicino alla gente arabizzandolo attraverso la padronanza della lingua . Il compito non è davvero facile  .Altrettanto difficile è introdurre i suoni degli strumenti locali al fine di aggiungere un sapore regionale a questa musica" . 


Ogni brano dell'album ha come titolo semplicemete  il nome del suo interprete .
Il progetto , dopo la breve introduzione , si apre con i pezzo di Shahed Ayan  ( Appartenente come  Osloob al  gruppo Katibe 5)   : "Tu commetti un crimine chiamato lotta , il suo nome viene inserito in una lista criminale / colpevole di resistere all'occupazione , colpevole di portare   armi , di condurre una battaglia per la vita , colpevole di esistere"....una vera e propria dichiarazione di intenti.
A questo seguono i diversi contributi nei quali ciascun musicista presenta la sua storia, relativa alla  zona di appartenenza.
  
Se la natura del progetto lancia un ponte verso il futuro stabilendo le basi  per nuove prospettive, Oloob è comunque molto attento nel tributare onore al passato. Un passato che viene omaggiato nel terzo pezzo. La traccia vocale di questo brano è infatti opera dello storico gruppo palestinese Al 'Ashqeen. Un ensemble che ha fatto della resistenza e della lotta politica una ragione di vita le cui parole risultano attuali ancora oggi .
 
Il gran numero di artisti   partecipanti  a "Fasl" fa emergere una vasta gamma di problemi legati a ogni regione del mondo arabo . Ma i rapper presenti concordano all'unanimità su una questione centrale  : la causa palestinese .


Gli artisti che hanno partecipato al progetto sono :   Rasasa e Kaz  del gruppo  
Torabyeh (Giordania ) ,  Maqdisi e Watan di Egtya7 Underdround (Gerusalemme ) ,   Shahed Ayan , Abdel Jabbar , e Osloob dei  Katibe 5  (Beirut ) , Yassin appartenente a I -Voice ( Palestina) ,  Rami GB ( Ramallah ) , Khaled Marara e Mohammad Antar ( Gaza ) , Edd Abbas  cantante del gruppo  Fareeq al- Atrash ( Beirut ) , Rayess Bek (Beirut )  e Satti ( Giordania) .

Ormai veterano della scena rap mediorientale ( ha iniziato la sua attività nell'ormai lontano 2000) , Osloob ha realizzato un progetto davvero interessante . La sua opera si è evoluta in questi anni sia attraverso le produzioni del suo gruppo madre,  i Katibe 5 , sia attraverso continue collaborazioni con cantanti e musicisti provenienti da Palestina, Giordania, Libano e Siria.

Praticamente sconosciuto presso il pubblico occidentale é un artista da tenere decisamente sotto osservazione. Al pari di altri suoi colleghi rappresenta una nuova generazione di arabi che,  attraverso produzioni collaborative, sta realizzando un nuovo tipo di panarabismo   che anni di processi politici non sono mai riusciti a concretizzare .



 Osloob اسلوب -  Fasl  ف/صل




 
01 intro -Osloob

02 Shahed Ayan
03 al 'Ashqeen
04 Rasasa
05 Muhmmad Antar
06 Osloob
07 Abdel Jabbar

08 Satti
09 Interlude
10 Maqdisi  
11 Kaz
12 as sha'ar abdel rahman jasam
13 Rami GB
14 Khaled Marara  
15 Interlude with Hussein Kameh
16 Yassin (I-Voice)
17 Dany Baladi
18 Watan
19 Rayess Bek 

20 Naissam Jalal + Khatama

HERE
 

domenica 20 aprile 2014

Darine - دارين




Darine is a young Lebanese female singer and song-writer, born in 1984, in Tripoli, Lebanon, to a Lebanese father and Half-Swedish half-Romanian mother.. She grew up with a passion for R&B and hip hop music and pursued a career in producing and performing such music. Darine resides in, and is a citizen of, Sweden. She claims that though the fact that most her music is directed to hip-hop, R&B loving Arab audience, Sweden was a good place to cultivate her talent where she ended up with her buddy producer, SoulClap. 

Darine’s “Aiwa” became popular for the simple lyrics, heavy hip hop beat rotations, and sounds of Oriental string instruments. The song was released in summer 2004, produced by EMI music Arabia & PRO Music.

After the success of the first single, Darine released her album Ma Rulez, which included two versions of the song “Aiwa” along with 18 new tracks. The album included “Ja Leily” (pronounced “Ya Leily”). This was Darine’s second single, but the music video had a different version of the previously included track in the album. The album was produced Darin SoulClap, who Darine was introduced to in the summer of 2002. Darine relaunched a music video for her first hit “Aiwa”, which was not well received as the track already had a video. The broadcast of the new music video did not last long.





 


Darine دارين - Ma Rulez





01 Intro
02 Aiwa
03 Ma Rulez
04 By Your Side
05 Hey U
06 Yalla Tao
07 Played U
08 Holla Holla
09 So Hot Ya!
10 Ana Bitmanna
11 She's Saved
12 ya Leili
13 Gotta Let U Go
14 Can I Come
15 Mish Maoul
16 Outro
17 Aiwa Club Mix

HERE


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